Bastoni tra le ruote, per pigrizia....

10 Novembre 2011 by in category (S)consigli per gli acquisti with 0 and 0
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Ieri mi è capitata una piccola “disavventura” telefonica con una delle dipendenti di un fornitore.
In sostanza a fine settembre mi è stata data una scadenza tassativa per la consegna di un lavoro di progettazione e stampa, dei calendari da uno dei miei clienti-top.

D’accordo con il fornitore per il preventivo confermo l’ordine nelle tempistiche da loro richieste e richiedo la consegna per una data, sia per iscritto (mail) che a voce.

Dopo quasi un mese dall’ordine ieri mi si avvisa tramite email che la data della messa in macchina sarebbe stata effettuata il giorno successivo alla data di consegna richiesta: pertanto la consegna degli stampati sarebbe avvenuta solo 2 giorni dopo… pertanto 3 giorni di ritardo dai tempi di consegna richiesti dal mio cliente.

Di questi tempi sappiamo che tutti i clienti sono sempre più esigenti e sempre più propensi a indispettirsi quando si creano queste problematiche che intralciano la programmazione.
Inoltre purtroppo quelli più furbi (pochi per fortuna!), possono addurre giustificazioni per i ritardi nei pagamenti o per contestazioni che tradotto in soldi significa sconti.

Sappiamo che il cliente va coltivato, coccolato, rispettato, aiutato e conquistato con una serie di attenzioni che lo fanno stare al sicuro solo quando è seguito da te come professionista e come persona.

Pertanto prendo il telefono e chiamo il fornitore: come prima cosa ho fatto notare questa mancanza di rispetto delle tempistiche richieste parecchio tempo prima.
La risposta è stata “pensavamo che non fosse così tassativa la data…” (e li già mi chiedo ma che cavolo chiamami se hai un dubbio….)
In seguito mi viene detto che “per 300 copie non si può pretendere di spostare la programmazione di altri lavori…” (al che mi chiedo, se non volete fare le basse tirature, non prendete i lavori più piccoli…)
Dopo aver esposto la mia necessità di data tassativa mi viene detto che entro la sera di 2 giorni dopo mi sarebbe stato dato il lavoro. Niente da fare, irremovibile.

Non vi dico la mia impazienza, che poi si è trasformata in collera, poi in rabbia, poi in rassegnazione.


Ok cara la mia segretaria, hai vinto tu. Consegnate quando volete.

Il tutto dopo 15 minuti di telefonata durante la quale mi sembrava di sbattere contro un muro.
Metto giù il telefono definitivamente sconfitto, chiamo il cliente per avvisarlo, fortunatamente comprensivo ma per me comunque seccato: venire meno alle richieste del cliente è una forma di sconfitta personale.

Passa circa un’ora e mezza, mi chiama la gentile signora dicendomi che il lavoro sarebbero riusciti a consegnarlo per il giorno da me richiesto, vista la mia necessità, il reparto di stampa aveva spostato un altro lavoro.

La prima reazione è di ringraziamento e di scuse per la mia “sfuriata” telefonica.

Ma dopo aver messo giù la cornetta mi sono posto un po’ di domande:
– “ma non potevi chiedere prima in reparto se si poteva spostare il lavoro programmato?”
– “ma prima di dirmi di no non potevi farmi aspettare in attesa oppure richiamarmi dopo?”
– “ma non potevi evitare di farmi incavolare?”
– “ma non sai che con la crisi che c’è basta un minimo sgarro per perdere un cliente che tutti gli anni ti da del lavoro, per poco che sia? (questo vale anche per me of course!)”
– “ma non sai che se il cliente oggi ti da poco lavoro, magari domani te ne da meno ma se si trova bene te ne può dare di più?”
– “ma non lo sai che il cliente ci vogliono anni per coltivarlo e basta una telefonata per perderlo?”

…evidentemente queste cose gliele ha dette qualcuno ieri.

Mai successo a voi? Mi piacerebbe avere un feedback, a volte mi sembra di prendermela troppo…!