Home > BLOG > (S)consigli per gli acquisti > ANCORA SUI PREVENTIVI! 5 PESSIME ABITUDINI DELLE PMI ITALIANE

…MA CE NE SAREBBERO ALTRE

Sto invecchiando, mi accorgo di essere diventato un po’ ripetitivo.
Soprattutto determinati argomenti mi alterano parecchio… sempre gli stessi…
Invecchiando si diventa anche parecchio intolleranti.
Però forse a ragione…

Recentemente mi è capitato di fare vari preventivi piuttosto complessi che richiedono l’apporto di più figure professionali e tanto dettagliati da richiedere svariate ore di lavoro, di difficile organizzazione oltre che di calcolo complesso.

È ormai prassi la richiesta di preventivi per qualunque cosa, necessaria o meno, per curiosità spesso chiediamo preventivi a professionisti o aziende perché tanto sono gratis.

Spesso però al preventivo si associano dei comportamenti che tutti o quasi hanno, abitudini pessime che mi fanno parecchio arrabbiare, anche se c’è chi mi dice “…è sempre lavoro”.
“… và a dà vìa i ciàpp!”
rispondo io.

1) Non dare informazioni complete

l’Area 51

Spesso si fanno alle agenzie di comunicazione delle richieste di preventivo con parametri differenti e con dati mancanti.
Quando questi dati vengono richiesti dal professionista all’azienda,  si pensa che si voglia entrare nel campo della riservatezza, che si voglia curiosare in ambiti dove non è consentito entrare.
Soprattutto nel campo della comunicazione, se può conoscere le aziende concorrenti, il cliente tipo, l’andamento dell’azienda, il fatturato annuo, il numero di dipendenti… come fa il professionista a comunicare i servizi dell’azienda nel modo corretto?
A meno che il preventivo non sia per l’Area 51 non riesco a capire questo atteggiamento.
Conoscersi è fondamentale, è segno di trasparenza comunicare dati richiesti, se non si ha qualcosa da nascondere.

2) Non voler dire quante agenzie sono in gara
Ma soprattutto è giusto, lecito, sacrosanto, chiedere in quanti si è in gara… almeno si può decidere se partecipare o meno! Libero arbitrio nella scelta del partner, ma anche per il partner nella scelta del cliente.
Poi non è che abitualmente io vada a cercare gli altri concorrenti per metterli fuori combattimento.
Se mi chiamate e sono in gara con altri 5, preferisco starne fuori per i motivi che espongo nel punto 3…

3) Chiedere 10 preventivi a altrettante agenzie diverse.
“Almeno abbiamo sicuramente il prezzo più competitivo!”…
Dopo aver ottenuto il preventivo da un potenziale partner, si riscontrano i 10 preventivi ottenuti da tutte le aziende interpellate.
Si richiedono svariati preventivi a più aziende concorrenti, almeno si trova il prezzo più basso (non si è però certi di trovare la qualità…), oppure si fa abbassare il prezzo al fornitore abituale.
Poi non ci si capisce più niente, i numeri si confondono e non si riesce a decidere.


4) Delegare alla segretaria la scelta del partner e del preventivo migliore.
Insana e incomprensibile abitudine dei piccoli (di cervello) imprenditori: ogni professionista nel campo della comunicazione ha peculiarità differenti, e tariffe differenti.
Purtroppo non stiamo parlando di pezzi di un prodotto, ma di servizi, e se un professionista è più bravo, costa di più. Come il commercialista oppure l’avvocato… non si scelgono per il prezzo più basso, no?
Le tariffe vanno discusse di persona, i servizi richiesti possono essere sostituiti da altri servizi più performanti, non si può delegare alla segretaria il compito di selezionare un professionista della comunicazione.
Cosa ne sa lei degli obiettivi del suo titolare, del vero andamento dell’azienda, delle aspettative, dei problemi e dei desideri del suo titolare?
Parlo di piccole e medie imprese che pensano che il proprio sito o la propria presentazione aziendale possa essere gestita dalla segretaria…
Forse la nuova Mercedes dell’imprenditore la sceglie la segretaria?
A meno che sia solo intestata a lui, dubito…
Spesso un colloquio con il titolare per discutere il preventivo serve ad avere un preventivo centrato sulle effettive necessità dell’azienda e non per farsi due parole inutili e bersi il caffè a scrocco.
Il caffè lo bevo nel mio ufficio, è anche buono.
Non pensiamo di risparmiare tempo, perchè poi quando la brochure è stampata in 100000 copie e non piace a nessuno, è troppo tardi per recriminare!

5) Non rispondere al preventivo ricevuto tramite email.
Tanto normalmente il nostro interlocutore è uno sconosciuto… e anche se lo conosciamo chissenefrega, no? Tanto è un mio fornitore, che pago abitualmente, cosa pretende che gli risponda? Non ho tempo da perdere!
Per assurdo ieri il commerciale di un’azienda interpellata mi ha rigraziato per aver risposto alla sua mail con allegato preventivo, anche se ho detto no alla sua proposta.
Non dovrebbe essere normale?!!
Il tempo che viene impiegato nel preparare un preventivo deve essere rispettato, come il tempo che viene impiegato in un lavoro effettivo!
Bisognerebbe caricare il costo della creazione di un preventivo nel costo finale del lavoro!
Alcuni hanno ancora l’ardire di scrivere nelle proprie pubblicità “Preventivi gratuiti!”… non molto tempo fà infatti i preventivi venivano pagati.

Ne ho altre, ma non vorrei che la mia gastrite e l’ulcera peggiorassero.
Con la pipa e sulla sedia a dondolo questo vecchio brontolone saluta tutti…