HELP: LA NEWSLETTER M’È FINITA NELLO SPAM!!

18 Febbraio 2015 by in category Consigli di comunicazione tagged as , , , , , , with 0 and 0
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Problema vecchio come il Mondo… Il Mondo di Internet, ovviamente.

Già, da quando è iniziata l’era dell’e-mail come strumento di comunicazione sia personale che aziendale, questo è un dilemma che tocca tutti coloro che si occupano di realizzazione e invio di newsletter e mail promozionali: riuscirà il mio lavoro a non finire nella cartella dello spam?

Certo, oggi ci sono i servizi appositi di invio e gestione di campagne newsletter come, ad esempio, Mailchimp… che purtroppo però non possono garantire al 100% di aggirare i filtri spam.

Ma come – mi dirai – sono servizi fatti apposta per quello! Com’è possibile??

Non è che i servizi non servano, anzi, sono utilissimi e riescono a gestire una mole di lavoro che porterebbe via ore e ore a più persone. E riescono a passar la maggior parte dei filtri antispam. Ma non tutti. Soprattutto, non quelli programmati manualmente dal singolo utente.

Ci sono soluzioni a questo problema? Sì, almeno in parte: correggere manualmente mail e mailing list. Non azzererà il rischio-spam, ma perlomeno lo ridurrà significativamente.

Partiamo da un presupposto: Lo spam è un filtro, creato per riconoscere le mail non richieste inviate in maniera massiva a liste molto vaste di destinatari.
Quindi, se le persone a cui inviamo le mail non si sono iscritte direttamente alla nostra newsletter (dando conferma), il rischio che le nostre comunicazioni vengano intercettate dai filtri e cestinate diventa reale.

Ecco allora alcuni accorgimenti:

1) I filtri sono piuttosto rigidi sulla formattazione: evitare quindi TESTI IN MAIUSCOLO, l’uso di colori improbabili e continui punti esclamativi (!!!) o interrogativi (???); a maggior ragione nell’oggetto della mail (che è il primo elemento analizzato).
2) I filtri spesso fanno anche verifiche di contenuto: meglio evitare di scrivere ripetutamente di guadagni rapidissimi, costi straribassati e offerte irripetibili, o l’inserimento di troppi call to action (ad es. “clicca qui” o “compra subito”).
3) I filtri analizzano anche i codici della mail: html confuso, azioni di copia/incolla da word, tags ricorrenti e insistenti faranno volare la mail direttamente tra le braccia dell’antispam; meglio scrivere direttamente in html e sui template messi a disposizione dal servizio di gestione mail.
4) I filtri guardano con sospetto alle immagini: se sono troppe, o anche se è una sola ma troppo pesante e con troppi elementi (testo, collegamenti…) magari renderanno più accattivante la mail… peccato che probabilmente non verrà aperta; meglio usare le immagini solo se necessarie.
5) Usa i merge tag: sostituisci l’indirizzo esteso nel campo dei destinatari con un nome (es. Mario Rossi), i filtri spesso controllano anche questo.
6) I filtri, come già detto, analizzano l’oggetto della mail, anche nel contenuto: Dai un titolo che attiri l’attenzione e che anticipi i contenuti della comunicazione, senza utilizzare formule trite e ritrite.
7) I filtri analizzano anche il mittente: a indirizzi anonimi e generalisti (gmail, yahoo, hotmail, ecc) preferisce domini verificati: se ne hai uno di tua proprietà, è un passo avanti. I vari fornitori di servizi come Mailchimp ti permettono di verificare se il tuo dominio è valido oppure no.

Ultimo accorgimento: è utile far delle prove prima di lanciare una campagna mail di grandi dimensioni, inviando la mail che si vuole utilizzare ad alcuni indirizzi selezionati, controllando se fila tutto liscio oppure se finisce nel cestino.

In ogni caso, una campagna mail va ben studiata e coordinata:

se invii la comunicazione per una campagna promozionale a 10000 contatti della tua mailing list e poi il 90% di questi nemmeno arriva a leggere, e quei pochi che la leggono non trovano interessante il contenuto della mail, avrai perso un mucchio di tempo e la tua fantastica promozione sarà come non fosse mai esistita.