Home > BLOG > (S)consigli per gli acquisti > NUOVE PROFESSIONI: IL NIPOTE BRAVO COL COMPUTER

Questo post fa parte, come altri già scritti in precedenza, dell’eterna diatriba tra clienti e professionisti, specialmente per ciò che riguarda i settori creativi (ma non solo), di cui il mio studio fa parte.

Per far ciò, parliamo di questa nuova professione, presente in ormai quasi tutte le PMI (aspettando fiduciosi che si diffonda quanto prima alle multinazionali):
IL NIPOTE BRAVO CON IL COMPUTER (o a disegnare, o con la macchina fotografica, o a scrivere, che c’ha tutti 8 in pagella e un giorno inventerà la cura alla malattia più mostruosa di tutte – noi speriamo che si riferisca alla stupidità umana).

Analizzando questo affascinante mestiere, abbiamo scoperto che questa figura s’iserisce nell’organigramma aziendale perlopiù quando il titolare/responsabile legge un pericoloso documento chiamato PREVENTIVO. 

Da lì scopre che il lavoro che si intende far realizzare a un professionista (ossia una persona che, solitamente, ha studiato e/o ha una certa esperienza e pratica con quel lavoro, oltre ad avere gli strumenti adeguati) costa di più di quanto ci si aspettava (cifra che solitamente corrisponde a una pacca sulla spalla o, nel peggiore dei casi, a una birra al pub)…
Ecco che allora comincia a saltar fuori questo – spesso inesistente – nipote/cugino/amico dell’amico che sa fare lavori megagalattici, pur andando ancora a scuola o facendo queste realizzazioni di incredibile bellezza come hobby mentre di mestiere fa tutt’altro.

Il tutto per tirare sul prezzo indicato dal preventivo…

Ora, mi chiedo: se vado dall’idraulico e gli chiedo un preventivo per rifarmi l’impianto, se gli dico “mio nipote è bravo con la chiave inglese, questo e questo lo tolga pure che lo faccio fare a lui“, lui cosa mi risponderà? Probabilmente, nella migliore delle ipotesi, mi dirà di farmelo fare da mio nipote, il preventivo…

Quindi, perchè mai il lavoro di un grafico, di un pubblicitario, di un copywriter, di un fotografo dovrebbe valere meno di quello di qualunque altro professionista?

Smettiamola con questa idea che i lavori creativi li può fare chiunque o che siano meno importanti (sono curioso di vedere quanti clienti trova un’azienda con un logo fatto a caso, oppure col sito in flash e non posizionato, o con una campagna social seguita dal cugino nel tempo libero): ci sono dietro studi, competenze ed esperienza come in tutti i lavori, oltre al fatto che si usano gli strumenti più adeguati (come i programmi professionali di grafica, le cui licenze costano e che dubito fortemente il nipote/cugino/ecc abbia comprato), un ufficio apposta (che non è la cameretta di un sedicenne), e che si fanno varie prove per cercare il risultato migliore, che raramente salta fuori al primo colpo.
Ah, e non sono ancora state incluse le varie ore di lavoro nostre e dei collaboratori.

Dietro al costo di un professionista quindi, ci sono varie componenti, oltre al DIRITTO ALLA CRITICA: se paghiamo per un lavoro, anzichè cercare di ottenerlo come omaggio o quasi, potremo sempre chiedere di sistemarlo in caso di problemi, di ritoccarlo perchè non corrispondente alle richieste originali, a chiedere che venga eseguito in tempi compatibili alle necessità aziendali.

Viceversa, se un lavoro è gratis, di cosa possiamo lamentarci? È un regalo, quindi quel che viene, viene…

Ribadisco un concetto più volte ripetuto: Ogni lavoro ha il suo giusto prezzo, e chi svende la propria professionalità affossa tutta la categoria (e prima o poi si affossa da solo).