I FONTastici 4

22 Luglio 2015 by in category Curiosità & More with 0 and 0
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Basta Helvetica, Gill Sans e Frutiger.

Sono stati il primo passo verso l’emancipazione quando, sulle ricerche di scienze delle scuole medie, li utilizzavamo per sostituire il classico Times New Roman (superata anche la scoperta del gettonatissimo Comic Sans…), facendoci sentire i più alternativi della classe.
Ma ahimè il tempo passa e per loro è giunta l’ora del pensionamento.

È il momento di cambiare e svecchiare quel classico che a volte risulta ormai superato.

Quante volte ci è capitato di dovere scegliere i font più adatti ad un progetto, facendo passare le centinaia di caratteri del nostro Libro Font, per poi ritrovarci a rimirare affascinati gli ultimi bellissimi a cui ci siamo affezionati?

Quelli che ci danno un’idea di novità, freschezza, ordine e che, nella loro semplicità, lasciano comunque il segno.

 

Ecco una lista del tutto personale con i nostri prediletti del momento: i FONTastici 4!

Museo Sans: tra tutte le critiche mosse in ambito Expo, salviamo il font. Il Museo Sans in tutte le sue varianti sempre pulite e lineari è un vero e proprio passepartout.

Lobster: tutti l’hanno visto, senza ombra di dubbio. Anche il designer più attivo nelle campagna anti-hipster prima o poi cadrà nel tunnel, perchè il Lobster  alla fine è bello, non ci sono storie.

Ubuntu: minimal e dalle forme morbide, ottimo per ogni tipo di interfaccia utente grazie alla sua alta leggibilità. Ci piace a tal punto che lo abbiamo usato per il nostro sito!

Dax: perchè è la nostra storia, il nostro logo, il nostro tutto. Ci piace perchè è un po’ NOI.